Di Alessandra Callegari
Ci fai o ci sei? È quello che – senza necessariamente esplicitarlo – il 99% dei partner pensa dell’altro quando non si sente capito.
E non sentirsi capiti per molti di noi è quasi peggio che non sentirsi amati. Eppure, nel gioco delle coppie – o, più in generale, delle relazioni one-to-one – la reciproca comprensione, pur fondamentale, non è affatto scontata.
E non dobbiamo pensare che alla radice dei conflitti di coppia ci stia la differenza di genere: è vero, ma solo in parte (anche perché, se così fosse, non si spiegherebbero litigi e conflitti nelle coppie omosessuali).
La nostra storia, infatti, purtroppo non è stata sempre rose e fiori. È una storia che ci ha segnato e nella quale i nostri bisogni fondamentali – di nutrimento, amore, comprensione, assertività, riconoscimento, autonomia – spesso non sono stati appagati e in certi casi del tutto frustrati. Per alcuni di noi, alcune esperienze vissute da piccoli, quando eravamo più fragili e sensibili, sono state addirittura traumatiche e hanno provocato molta tristezza, molta paura, molta rabbia.

Ma li perpetuiamo come se non potessimo farci niente. Chi non ha mai detto, almeno una volta nella vita, «Sono fatto così»? È una delle frasi dietro la quale ci barrichiamo per giustificare proprio la non congruenza delle nostre reazioni alle situazioni: che agli altri appare lampante, mentre noi fatichiamo a rendercene conto. Come se portassimo in giro la nostra “corazza” senza più sapere di averla indosso… mentre gli altri la vedono! E ciò appare lampante soprattutto a chi con noi vive ogni giorno, condividendo gioie e dolori della quotidianità. Perché caratteri diversi usano linguaggi diversi, come se uno parlasse arabo e l’altro cinese. E il problema di linguaggio, o meglio di messaggi, diventa un problema di comunicazione e di relazione.
Ecco perché uno strumento formidabile per lavorare su tematiche relazionali – in ogni ambito, privato o professionale, affettivo o organizzativo – è l’Enneagramma: anzi, il BioEnneagramma®. Una mappa di personalità che permette di riconoscersi in un certo tipo di struttura di personalità, arrivando a comprendere in profondità le dinamiche che entrano in gioco nella relazione con gli altri e fornendo una direzione di “lavoro su di sé” per evolvere.
Diventa, in altre parole, una sorta di vocabolario comune con il quale decifrare i contenuti profondi dei messaggi che ci scambiamo e portare a una comunicazione autentica, adeguata alle situazioni, efficace e funzionale.
La possibilità di cambiare invece c’è, a condizione di lavorare su di sé. Utilizzando lo strumento del BioEnneagramma® il counseling è il percorso ideale per accompagnare le persone a fare chiarezza nelle loro relazioni, a comprendere le reciproche differenze e ad accettarle, a trovare un vocabolario per decifrare le reciproche lingue diverse, a scoprire strategie creative per affrontare malesseri e disagi, a valorizzare le proprie e altrui risorse in vista di un bene comune. E una formazione in BioEnneagramma® può diventare utilissima per i counselor – e in generale i professionisti della relazione d’aiuto – che vogliono avere a disposizione uno strumento concreto ed efficace per lavorare con le persone, in individuale, in coppia e in gruppo.
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