Seguici sui nostri social | Contattaci

Relazioni di aiuto

LA GRUPPALITÀ NELLA RELAZIONE DI AIUTO

Il gruppo può divenire un luogo sicuro su cui fondare percorsi di crescita e sviluppo personale. L’opportunità di sentirsi liberi di esprimere i propri vissuti in un contesto gruppale, e al contempo rivedersi nello sguardo degli altri, aumenta la consapevolezza di sé, delle proprie fragilità, dei propri limiti così come delle proprie potenzialità e risorse. In molti contesti di cura il setting gruppale viene utilizzato per affrontare diverse forme di disagio psicologico quali per esempio le dipendenze patologiche (comportamentali o da sostanze) o i disturbi del comportamento alimentare.
I gruppi di mutuo aiuto, per esempio, favoriscono il contatto e la condivisione tra persone che vivono problematiche simili e che insieme cercano di trovare soluzioni e strategie adeguate, ma soprattutto comprensione e supporto. 
Nei progetti di sviluppo di comunità, quindi in ambito più sociale, i gruppi rappresentano il contesto privilegiato per realizzare interventi di empowerment orientati a rendere i cittadini più consapevoli del loro potere di cambiamento. Pertanto, la gruppalità diviene anche il contesto ideale per individuare, promuovere e potenziare quelle risorse individuali e relazionali che consentono di generare e rafforzare esperienze positive e trasformative.

LE COMPETENZE PER LA GRUPPALITÀ
NELLA RELAZIONE DI AIUTO

Per gestire la dimensione gruppale bisogna prima di tutto essere in grado di stare in contatto con le proprie emozioni, nel qui e ora. Questa qualità di presenza sostiene e orienta ogni processo di contatto: con l’ambiente, con l’altro e con il gruppo.
Solo attraverso la capacità di ascoltare sé stessi è possibile entrare in risonanza e in empatia con l’altro. In questo confine di contatto io-tu-noi emergono le dinamiche di gruppo in tutta la loro qualità e potenza.
Stare nel gruppo implica che si sappia allargare e al contempo focalizzare lo sguardo su ciò che accade tra le persone. Il conduttore o facilitatore deve inoltre saper bilanciare gli interventi e dosare la sua attenzione per rendere tutti i membri ugualmente partecipi e responsabili, nel senso di abili a rispondere a sé. Per fare questo è indispensabile saper scegliere i tempi opportuni per condurre le interazioni e favorire così processi virtuosi di mutuo ascolto.
Groupability® offre conoscenze, strumenti e competenze tenendo conto di tutti questi aspetti e cercando di mettere al centro il lavoro esperienziale come opportunità di allenarsi nel gestire la relazione con sé stessi, con l’altro e con il gruppo in un modo efficace e generativo.

CRITICITÀ FREQUENTI E POSSIBILITÀ EVOLUTIVE

Condurre un gruppo e stare nel gruppo significa rischiare ed esporsi, essere autentici e trovarsi ad affrontare dinamiche conflittuali. Il contatto con il gruppo apre al rischio di sentirsi esclusi, non considerati o al contrario di sentirsi risucchiati e quindi privati della propria individualità. Quando la gestione di queste criticità fallisce il gruppo rischia di perdere il suo potere e le sue qualità. Il conduttore ha il compito di presidiare le dinamiche relazionali e cogliere tutte le occasioni opportune per trasformare eventuali problemi o conflitti in una risorsa, in un’elaborazione o nell’accettazione di un limite. Fare questo significa prima di tutto “evitare di evitare”, quindi stare con quello che c’è, adottando strategie che sappiano favorire la capacità che il gruppo deve acquisire di autoregolarsi, di confrontarsi, di mediare e di crescere insieme.

Conosci e ricevi in anteprima novità e aggiornamenti

Iscriviti alla newsletter